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Il sistema idroelettrico AEM in alta Valtellina
La Valtellina, una delle più grandi valli lombarde, si estende a nord di Milano abbracciando il
corso del fiume Adda, dalle sorgenti al lago di Comosto
Struttura degli impianti e dei bacini in Valtellina
Mappa Interattiva
Diga \ Sbarramento
Centrale in galleria
Centrale
Gli impianti idroelettrici dell'AEM sono localizzati lungo il corso superiore del fiume,
nell'alta Valtellina da Stazzona a Livigno. Si tratta di una zona di alto interesse paesaggistico e
naturalistico, in gran parte ancora incontaminata e inserita nel Parco dello Stelvio.
Il sistema idroelettrico AEM in Valtellina è esteso su un'area di 1000 km² , circa un terzo
della superficie della Provincia di Sondrio e produce annualmente circa 1,7 miliardi di
chilowattora, utilizzando un dislivello che, in poche decine di chilometri, supera i 1800 metri.
Gli impianti sono il risultato di un secolo di sviluppo che ha portato ad un completo monitoraggio
su tutto il territorio, delle principali funzioni che intervengono nella produzione di energia
elettrica e ad una completa "teleconduzione" del sistema dal centro operativo di Grosio.
L'energia idroelettrica è un'energia pulita e deriva da una fonte rinnovabile. La materia
prima è l'acqua, che si rinnova seguendo il suo ciclo naturale. La produzione non prevede processi
di combustione o chimici di alcun genere e tipo.
L'acqua al termine della caduta fa girare le pale di una turbina. Un alternatore collegato
alla turbina trasforma l'energia meccanica di rotazione in energia elettrica. Le linee di
trasmissione trasportano l'elettricità là dove questa è distribuita. In un sistema ben progettato
l'acqua viene utilizzata su più livelli successivi; in tal modo, la stessa acqua può far funzionare
centrali poste "in cascata".
Un po' di storia
All’inizio del secolo scorso l’energia elettrica prodotta a Milano non era più sufficiente a
soddisfare la domanda che il processo di industrializzazione della città richiedeva.
Così nel 1906 l’Amministrazione comunale di Milano, presieduta dal sindaco Ponti e con la
competenza dell’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Ponzio docente al Politecnico, stipula un
accordo con la Provincia di Sondrio per acquisire le concessioni necessarie allo sfruttamento delle
acque in Valtellina.
L’inaugurazione della prima centrale avviene a Grosotto quattro anni dopo, nel 1910,
contemporaneamente alla costituzione dell’Azienda Elettrica Municipale, mentre la domanda di
energia elettrica a Milano cresce in modo vertiginoso. Grazie a questa prima centrale, dal 1911 al
1915, AEM raddoppia l’energia messa in rete passando da 25,5 milioni di KWh a 55.
All’avvicinarsi del primo conflitto mondiale il Governo, per sostenere l’espansione dell’i
ndustria bellica, emana negli anni 1916-17 una serie di norme destinate a favorire lo sviluppo del
sistema idroelettrico. Nasce così nel 1920 la seconda centrale AEM , quella del Roasco a Grosio che
permette ad Aem nel 1922 di toccare i 90 milioni di KWh prodotti.
Nel 1921 iniziano i lavori di costruzione della diga di Cancano che termineranno nel 1928
risolvendo così il problema decisivo dell’immagazzinamento dell’acqua nel periodo estivo.
Parallelamente si costruisce la centrale di Fraele e successivamente il canale Viola con 10 opere
di presa (1934). Nel 1937 venne completata la centrale di Stazzona (completamente in
caverna) e lo sbarramento di Sernio.
L’energia prodotta tocca così i 393 milioni di KWh a disposizione degli oltre 200.000 utenti
dell’AEM.
Nel 1939 l’intensificazione della produzione bellica comportò una maggiore richiesta di
energia.
L’AEM inizia così i lavori per un nuovo sbarramento a monte di quello di Cancano, San
Giacomo, che viene completato nel 1950 con la conseguente messa in cantiere di una nuova
centrale a Lovero. I lavori, iniziati nel 1942, si conclusero nel 1948.
Il dopoguerra e la ricostruzione pongono sempre nuovi traguardi nella produzione di energia.
L’Aem nel 1955 tocca i 959 milioni di KWh. Dieci anni dopo saranno 2 miliardi e 275 milioni.
Nel 1956 si inaugura l’impianto idroelettrico di Premadio, nel 1960 la diga di Valgrosina e
nel 1986 l’impianto del Braulio. Infine nel 2004, con l’avvento del nuovo secolo, si inaugura il
nuovo Canale Viola e il raddoppio della centrale di Premadio.
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